La notizia, inattesa, ha scatenato emozioni forti e suscitato pensieri contraddittori.
La gioia, certo, per quel premio di valore internazionale che onora più che lei stessa, il suo operato e il suo essere una brava insegnante, la sua classe, i suoi alunni, la sua bambina. La scolaretta di otto anni che improvvisamente durante l’estate, quando si godeva le vacanze dopo essere stata promossa dalla terza alla quarta elementare, scoprì improvvisamente che la vita non era solo un bel gioco, non era solo l’impegno della scuola. Era, doveva essere una dura battaglia. La sua lotta contro la leucemia.
LA DECISIONE. Maestra Donata, che di cognome fa Ruju, aveva scelto in un attimo.
Senza lasciarsi trascinare nel vortice delle ovvietà. Dei poverina. Dei mi dispiace. Dei che tragedia. Ha deciso che la bimba non doveva perdere l’anno e che la sua battaglia contro la malattia sarebbe stata la battaglia di tutti. Della famiglia e dei genitori di tutti gli altri studenti.
Degli stessi compagni di classe. Una certezza condivisa che è diventata un progetto chiamato videoconferenza.
IL SISTEMA. Una telecamera in aula, un computer a casa. Tecnologia semplice per un grande, faticoso impegno. Così la scolaretta della quarta elementare, scuola Randaccio di via Venezia, costretta ad assentarsi per nove, lunghi mesi, l’anno scolastico non l’ha perso. Vincendo due battaglie. In testa quella per la vita.
LO STRUMENTO. «Nonostante le pesanti terapie – ricorda maestra Donata – ha frequentato le lezioni da casa. E il computer è stato lo strumento per apprendere il programma ma anche per poter sentire l’amore di tutti i suoi compagni. In due occasioni è riuscita a venire in classe: per Natale e il giorno del suo compleanno, e sono stati momenti toccanti.
Il premio che mi è stato assegnato mi gratifica, mi emoziona, certo; ma è per tutti noi: scuola, alunni, genitori.
Ho solo fatto il mio dovere, il mio lavoro di insegnante.
Ho fatto ciò che era giusto per la mia bambina che mi era stata affidata in prima e che stavo portando alla quinta».
Per Donata Ruju c’è adesso la trasferta a Firenze per ricevere lo Scudo d’argento, il riconoscimento dell’Istituto Scudi di San Martino. Le sarà consegnato nel Salone dei 500 a Palazzo Vecchio il
31 ottobre. Un appuntamento a cui vuole partecipare l’intera classe, oggi quinta, per non lasciar sola, ancora una volta, la giovane studentessa e la maestra. «Siamo cinquantacinque, verranno
anche diversi genitori. Rappresenteremo non solo la nostra scuola ma la città», spiega Donata Ruju.
I FONDI. Un viaggio costoso. Così sarà ancora la solidarietà a giocare un ruolo principe in questa bella storia cagliaritana. Oggi e domani, alla Randaccio sarà organizzata la festa del dolce, così da poter racimolare parte dei soldi necessari al viaggio e alla permanenza per due notti a Firenze.

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