Roberto Lupi, presidente dell’Istituto Scudi di San Martino, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito a dare “una nuova vita” a Mahmoud

Dic 7, 2010

A distanza di cinque mesi dalla serata evento che L’Istituto Scudi di San Martino ha realizzato per la raccolta di fondi da donare a Mahmoud, un ragazzo di origine tunisina, che ha perso l’uso di entrambe le mani a causa di un grave incidente, è stato raggiunto l’obiettivo fissato: dopo due delicati interventi chirurgici, eseguiti dal professor Massimo Ceruso, specialista in Chirurgia della Mano all’Ospedale Careggi di Firenze, il ragazzo ha riacquistato l’uso delle dita della mano destra tornando autosufficiente. Ora può mangiare e bere da solo, può scrivere con la penna, può utilizzare un computer e soprattutto è tornato a sorridere e a pensare in maniera positiva al proprio futuro.
“L’istituto Scudi di San Martino ha come scopo sociale quello di premiare e promuovere atti di solidarietà umana:” dichiara Roberto Lupi, presidente dell’Istituto Scudi di San Martino e aggiunge: “sono commosso nel comunicare il raggiungimento di un obiettivo che ci eravamo posti solo pochi mesi fa. L’istituto si è fatto promotore di questa iniziativa, ma il ringraziamento va a tutti coloro che, con la propria partecipazione e il proprio contributo, hanno reso possibile tutto questo. Pertanto il mio ringraziamento va al Professor Massimo Ceruso e alla sua equipe, per gli interventi chirurgici alla mano di Mahmoud, al Comune di Firenze e alla Regione Toscana per l’ospitalità offerta al ragazzo e alla sua famiglia, al signor Raul Caneschi governatore della Misericordia Rifredi di via delle Panche per l’assistenza offerta, al Console di Tunisia Gualserio Zampini che si è prodigato per facilitare i trasferimenti dalla Tunisia all’Italia, al Comandante dell’Istituto Scienze Aereonautiche e Militari di Firenze, Generale Salerno, per i locali messi a disposizione in occasione dell’evento dello scorso maggio, a tutti i cittadini e agli imprenditori per le offerte e agli artisti che hanno donato le loro opere per la raccolta dei fondi.”
Una storia drammatica e singolare quella di Mahmoud, quindicenne che in seguito ad una tragica fatalità ha visto cambiare radicalmente le sua esistenza e quella della sua famiglia: il 12 marzo del 2009, lungo il tragitto tra la scuola e la sua casa, è caduto vicino ai binari di una ferrovia e il destino ha voluto che proprio in quel momento passasse il treno che inesorabilmente ha distrutto le sue mani. Mahmoud giocava a tennis, andava bene a scuola, stava per partecipare ad un concorso di ammissione al liceo più prestigioso della sua città, ma da quel momento tutto è cambiato. Nonostante i numerosi interventi chirurgici, Mahmoud non era riuscito a recuperare l’uso delle mani; aveva costantemente bisogno di aiuto anche per fare le cose più semplici, quelle quotidiane, come bere, mangiare, lavarsi, vestirsi e andare in bagno, scrivere. Oggi, grazie ad uno straordinario atto di solidarietà, la sua vita cambia nuovamente: Mahmoud è tornato a casa ed è pronto ad affrontare una nuova vita.